Sebbene i livelli di biomarkers di certi composti organici volatili, metalli e glicole propilenico siano aumentati tra chi usa in modo esclusivo i dispositivi elettronici a rilascio di nicotina (ENDS) e chi non fuma, le evidenze sono incerte per altre sostanze tossiche, mentre i livelli di composti organici volatili sono inferiori tra chi usa ENDS e chi fuma le tradizionali ‘bionde’. A evidenziarlo è una review pubblicata su Tobacco Control da un team coordinato da Marzen Hiler, del Center for Tobacco Products della FDA americana di Silver Spring, nel Maryland.
La ricerca ha incluso 27 studi che valutavano e confrontavano i biomarkers di esposizione tra chi non fuma, chi usa i dispositivi ENDS e chi fuma, in modo esclusivo, chi usa i dispositivi ENDS e, contemporaneamente fuma, e chi fuma ed è passato a usare i dispositivi ENDS.
Risultati concordanti, anche se limitati, mostrano che l’uso esclusivo di dispositivi ENDS determina un aumento dei livelli di biomarkers di alcuni composti organici volatili, come acrilamide e acrilonitrile, metalli, come cadmio e selenio, e gliocole propilenico, rispetto a chi non fuma, mentre per quel che riguarda, per esempio, acroleina, benzene e cromo, le evidenze sono incerte.
Inoltre, i biomarkers della gran parte dei composti organici volativi sono ridotti tra chi usa i dispositivi ENDS rispetto a chi fuma; e anche i fumatori che sono passati all’uso di questi dispositivi mostrano una riduzione consistente di questi markers. Mentre per i metalli, i risultati dipendono dalla tipologia considerata. “Solo attraverso studi controllati e rigorosi si può valutare l’esposizione a biomarkers da parte di chi usa i dispositivi ENDS e il rischio/beneficio complessivo dell’uso di questi apparecchi, nelle diverse popolazioni di utilizzatori”, hanno concluso gli autori.
Hiler M. et al., Systemic biomarkers of exposure associated with ENDS use: a scoping review. Tob Control (2021) tobaccocontrol-2021-056896

